Oggi qualcosa di simpy dopo millanta anni che non scrivevo niente.
Sono davanti al pc che sorseggio brodo di ramen istantaneo nella speranza che il mio stomaco non vada in escandescenze, ho appena finito una sessione di Persona 4 in cui ho studiato più che nella realtà (ma ho comunque studiato stamattina, eh) e ho pure pulito un po' la casa.
Quindi oggi mi sento bene.
Il disagio rimane, in sottofondo, ma è come lo statico della radio abbassato al minimo, un fastidio che posso sopportare. La nostalgia è più forte. Ma non è una nostalgia cattiva di quelle che ti fanno stare male e che ti portano sull'orlo delle lacrime, è un'aspettativa impaziente, ma necessaria. Quel tipo di attesa che ti lascia ansioso...non è una brutta sensazione.
Ho passato l'ultimo anno a preoccuparmi di cosa farne della mia vita. Ho passato il mese di novembre a letto, a piangere o lamentarmi. Non c'era giorno in cui mi chiedessi "e ora?". Tutto mi sembrava vuoto, privo di senso. Non sapevo cosa fare, cosa avrei fatto nella vita e mi sembrava di essere morta a soli 20 anni, come se non ci fosse nient'altro per me.
Poi sono riuscita ad uscirne, ho cambiato università e sono tornata a frequentare, ho fatto nuove conoscenze. Rimane il senso di star sprecando la mia vita e che il mio futuro è già morto, ma sono a posto con me stessa comunque.
Alla fine non serve fare cose estremamente elaborate per avere una vita e un futuro decente, non serve arrivare a traguardi inarrivabili, non serve fare a gara a chi ha più talento o chi finisce prima una cosa. Io ho il mio ritmo, nessuno mi corre dietro, e sono sicura che prima o poi capirò cosa fare. Diciamo che il cammino verso una vita zen è appena cominciato, inizierò togliendo la negatività e le persone negative dalla mia vita, poi si vedrà.
Per ora mi accontento di ramen istantaneo un po' schifoso, di una mattina di studio produttiva e di giocare alla play quando ne ho voglia.
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