martedì 28 aprile 2015

Kimiko Yoshimori

SI LO SO, NON DOVREI FARE DUE POST AL GIORNO, ma siamo seri: ho rispettato la challenge finora? Assolutamente no, posto a casaccio, con LUNGHI periodi di hiatus in mezzo e senza neanche numerare le entry, quindi fanculo al conformismo!
E poi non vedevo l'ora di scrivere questo post che GIURO sarà corto.

Kimiko l'ho nominata nel post prima di questo, la mia alter ego di quando ero una giappominkia potentissima, che sarebbe anche da dove ho preso il "Kim" nel mio soprannome.
Quando ero in prima superiore ero in una classe di deficienti bigotti conservatori e io stavo veramente male là dentro (infatti l'anno dopo ho cambiato scuola), ma per fortuna ho conosciuto una persona con cui ho condiviso una miriade di momenti bellissimi! Lei mi ha introdotta a manga e anime, ed è tutto molto bello se non fosse che all'inizio, avendo ovviamente 14 anni, mi sono presa via fin troppo male ed ero ciò che ora si definisce weeaboo o giappominkia, in italiano.

Io e questa mia amica avevamo un mondo tutto nostro, dove scappavamo da quella classe orribile. Questo mondo era contenuto in un gigantesco quaderno che al momento credo sia da lei. Ci passavamo questo quaderno di giorno in giorno, scrivendoci le nostre storie e le nostre avventure.
In breve: avevamo creato due alter ego, Kimiko Yoshimori per me e Mitsuki Tanemura per lei, che andavano in questa scuola bellissima dove c'erano anche tutti i nostri personaggi preferiti di anime, manga e videogiochi e ovviamente Kimiko si metteva insieme al mio personaggio preferito del tempo e lo stesso con Mitsuki. Una cagata, lo so, ma quel quaderno è molto speciale e importante per me, mi ha aiutato a superare quell'anno terribile.

Avevamo creato l'orario delle lezioni, le classi, i club extra scolastici e anche dei club segreti con tanto di slogan. Nel quaderno c'erano i nostri disegni e i nostri scleri e, ovviamente, la storia. Quella è stata la prima cosa che ho scritto al di fuori dei compiti scolastici e nonostante anche da piccola amassi scrivere, quella storia ha cambiato tutto. Era una merda, ovviamente, però ci sono affezionata...a tal punto che anni dopo l'ho riscritta meglio haha. Kimiko era una Mary Sue folle e una tipica protagonista scema da shojo, ma è stato il mio primo personaggio e per questo le voglio bene comunque. Per questo uso Kim come soprannome.

Ah, e se ve lo state chiedendo, alla fine si metteva con Gaara di Naruto, che era tipo l'uomo della mia vita al tempo.

Soprannomi

Ho sempre meno voglia di scrivere storielle e sempre più voglia di scrivere post random, quindi beccatevi questo schifo sui soprannomi! *inserire fanfara qui*

è facilmente intuibile che il mio nome sia Sara. Wow, che nome noioso! Beh, in realtà non mi lamento sapendo che mia mamma avrebbe potuto chiamarmi Ottavia o Emily. Che schifo.
Comunque, Sara è un nome carino, però è troppo corto per dei soprannomi e questo mi disturba molto. Non so perché, ma l'idea di chiamare una persona per il suo nome intero mi sembra estraneo e troppo formale. Se ho appena conosciuto qualcuno, non ho problemi a chiamarlo con il suo nome, ma appena diventiamo amici BAM, soprannome mode activated! Se ne ha già uno perfetto, tanto meglio, se no lo creo io o prendo ispirazione da cose (o semplicemente abbrevio il nome haha). Di solito sono stupidi però, ovviamente.

Fra il resto, una mia amica è tipo diventata famosa con il suo soprannome, lo usa come nome d'arte e tutti ora la chiamano in questo modo ma sono stata IO a "inventarlo" per prima, e nessuno mi ha mai dato credito per questo *lacrimuccia* (SI, STO PARLANDO DI TE, TIKY!).

In ogni caso, i soprannomi sono fighi! Spesso una persona è conosciuta solo per il suo soprannome e sembra troppo strano chiamarla per nome, o altre volte può essere una cosa speciale fra due persone o un gruppo, e allora ti senti davvero parte di una bella amicizia.
Sfortunatamente, io non ho molti soprannomi, appunto per il nome troppo corto. Ho un cognome superlungo in compenso, ma nessuno verrebbe a chiamarmi "Della", anche perché era il soprannome che usavamo per la mia prof di tedesco del liceo e tipo NOPE.

Comunque alcuni li ho: Squ, per esempio, che deriva da Squalo, il mio personaggio preferito della vita! Io e un gruppo di amici eravamo totalmente fissati con Katekyo Hitman Reborn quando c'era stato il boom e beh, Squalo è il top del top, e io sono rumorosa e incazzosa come lui quindi a posto, Squ it is. Certe volte mi chiamavano "la zia Squ" (anche se non ricordo il motivo), che è anche il nome del mio profilo deviantart abbandonato da anni. Molti di loro ancora adesso mi chiamano Squ e tipo io li amo dal profondo del cuore quando mi chiamano così perché mi fa sentire bene avere un soprannome così cool che deriva da un personaggio che amo.

Poi due miei compagni del liceo continuavano a inventare nomi strani per me (e, come scoprimmo tempo dopo, esistenti) che però non duravano mai molto: Savona, Savonarola, Sarona e tutte le varianti.

Però in realtà in questo post volevo parlare del soprannome che mi sono data da sola *sad violin*, ovvero Kim Sherd o Kimsherd, che è tipo il nickname che uso in ogni sito o social del mondo. 
Per farla breve: Kim è l'abbreviazione di Kimiko, il nome del mio alter ego che avevo creato nei miei weeaboo years. In realtà Kimiko meriterebbe un post a sé [EDIT] avevo scritto una breve storia di chi cavolo sia Kimiko, ma ho deciso che ci farò davvero un post a parte e non mi importa se a nessuno frega perché questo è il mio blog e ciao a tutti [/EDIT].
Sher semplicemente deriva da Sherlock, è il mio nickname su forumfree da anni e la gente lì aveva iniziato a chiamarmi Sher prima che i forum morissero. E D è semplicemente l'iniziale del mio cognome.
That's it.
Ok, ho scritto fin troppo (ora tento di accorciare anche haha), alla prossima!

domenica 26 aprile 2015

Tutte cagne!

NB: ho usato molto il "voi" per indicare una categoria di persone, con quel voi non intendo tutti e di sicuro non chi legge C: (a meno che non si ritrovi nella descrizione)

Oggi niente storiella scema, ho voglia di parlare di qualcosa di serio (si, ne sono capace!), ovvero una piaga del cosplay, un hobby che io amo e che pratico (che paroloni) da parecchio tempo. Dal titolo si capisce già ciò che voglio condannare...e non sono le cosiddette "cagne", ma tutti quelli che dicono una cosa simile alle ragazze che fanno cosplay di personaggi svestiti.
In quasi 5 anni di cosplay ne ho sentite di tutti i colori, e ogni volta che tento di fare la paladina di queste povere ragazze, si può sentire il rumore di mani che scivolano dallo specchio persino attraverso il computer.
Ma partiamo dal principio.

Dunque, il cosplay prevede travestirsi da un personaggio e ogni tanto succede che qualche ragazza decida di fare il cosplay di un personaggio con abiti scollati o corti...o proprio con poca stoffa addosso. Cosa succede in questo caso? Le suddette ragazze vengono additate come troie, cagne, arrizzacazzi, donne di facili costumi che si vestono in questo modo solo per attirare l'attenzione degli ometti e ricevere likessss.
Analizzerò la cosa pian piano, perché se no viene fuori un minestrone!

Parlerò prima di tutto della definizione di troia, che deriva da puttana e altro non vuol dire che "donna che riceve denaro in cambio di prestazioni sessuali". La Treccani mi informa che puttana può essere usato anche per definire una persona amorale e spregiudicata, che si adegua per interesse alle circostanze, ma per il momento atteniamoci alla definizione originale. Finché una cosplayer vestita da "troia" non va a letto con voi in cambio di denaro, non potete definirla troia, e per quanto una donna sia svestita, questo non significa che automaticamente stia cercando del sesso o di attirare l'attenzione. Ah-ah! Qui entriamo in un campo minato, e a costo di sembrare una femminazi, dirò quello che penso: nessuno ha il diritto di giudicare una persona in base a come si veste, SOPRATTUTTO nel cosplay, dove siamo tutti vestiti da deficienti dei cartoni animati. Cioè, davvero voi volete andare ad attaccare una tizia in costume da bagno con addosso una parrucca rosa mentre voi siete vestiti da Naruto e compagnia bella? Fermatevi subito qui, vi prego, è già ridicolo così.

Una donna, in ogni caso, di solito non si veste per compiacere gli uomini. Io non faccio cosplay perché voglio attirare pene, lo faccio perché amo il personaggio che ho scelto, perché mi sento bene nel farlo e perché mi diverto, se poi scelgo Yoko (capostipite delle scoperte) piuttosto che un personaggio ultracoperto, quelli sono solo affari miei e mettere un top e una minigonna non equivale ad avere un cartello con su scritto "VOGLIO IL CAZZO, LODATEMI". Questo però è un problema veramente serio, visto che nel 2015 ancora esiste gente che giustifica lo stupro dicendo "eh, ma lei era vestita così". E magari alcuni di voi, leggendo queste righe penserà che dare colpa alla vittima di uno stupro per i suoi vestiti è meschino, ma sappiate che dare della troia a una ragazza in cosplay scoperto è più o meno la stessa cosa.

Fra il resto, non è che voler attirare attenzione sia una cosa malvagia. Gli uomini si lamentano continuamente di quella cazzata che è la friendzone, si lamentano di essere single e che sono tutte frigide, e poi arriva una mezza nuda che mostra il corpo per ricevere attenzioni e voi cosa fate? La insultate? Beh wow, chissà perché siete single! (Questo era rivolto più agli uomini però).

Andiamo avanti.
Ora, io non sto dicendo che non esistono persone (e badate bene che ho detto persone e non donne) che farebbero di tutto per la fama, anche mostrare un paio di tette senza remora, ma questo non significa che TUTTI siano così, è questo il punto. Fare di tutta l'erba un fascio è sempre sbagliato, sappiatelo bambini, ma soprattutto farlo quando non hai nessuna prova e nessuna giustificazione...cioè, sembri un coglione, eh. Prendiamo esempio Rimini Comix, grande fiera marittima dove ci sono 40 gradi all'ombra e nessuna persona sana di mente porterebbe un cosplay con armatura completa più mantello di pelo. Io ci sono stata due anni fa, ho fatto Stocking versione poliziotta con shorts e camicia a maniche corte e stavo MORENDO DI CALDO, per cui non venitemi a dire "eh, ma potrebbero contenersi". Raga, c'è la spiaggia a 20 metri, sono tutti in costume persino in città, è fine luglio e figurati se qualcuno si mette robe pesanti e coprenti solo per non urtare la vostra sensibilità!

Tutto questo per dire che OVVIAMENTE (cazzo, sembro Salvini se metto alcune parole a caso in maiuscolo) ci sarà gente che fa versioni in costume, cosa cavolo vi aspettate? Rimini è la fiera del cazzeggio, dello stare con gli amici, è caldo, si è al mare, tutti hanno un costume, vestiti leggeri, divise sportive e cose molto ariose, se no si crepa e si rischia di stare male dal caldo (come è successo a me e non ero nemmeno così coperta). Io faccio un applauso a chi decide di mettersi cose pesanti perché, veramente, ci vuole una forza di volontà non indifferente, ma questo non lo rende migliore degli altri. Una in costume non è migliore né peggiore di una completamente vestita, soprattutto a Rimini Comix. E perché l'ho preso di esempio? Perché già vedo stati di persone che si lamentano delle "troie" che incontreranno e, lasciatevelo dire: MARONN CHE DUE COGLIONI, mancano tipo tre mesi! Ogni anno la stessa storia, ma basta!

E adesso arriviamo al punto saliente: "Eh, ma se il personaggio originale è nudo va bene, se ti inventi una versione nuda sei troia"...ma volete le botte?
Ok, io intanto mi auto denuncio: tanti anni fa ero totalmente contro la famosa Jessica Nigri, pensavo fosse una cosiddetta troia e che avrebbe dovuto smettere di fare cosplay (eh, dai 14 ai 16 anni ho passato un brutto periodo da "sono tutte troie!!!"). Come ben sapete, la Nigri è famosa per i gijinka dei pokemon "sessualizzati" e alcune sue versioni di pg in cui mostra le tette. Ma io dico: perché non lasciarglielo fare? Le tette sono belle, lei ne ha tante, i suoi costumi sono bellissimi (e se qualcuno viene a dirmi il contrario gli sbatto sul muso il suo Umbreon) quindi perché non potrebbe farlo? Io posso capire lamentarsi di un gijinka venuto male perché, non so, il costume è brutto o non assomiglia al pokemon/personaggio originale (e lo trovo comunque palloso e di cattivo gusto), ma lamentarsi perché mostra le tette???? Non ne trovo il senso. Scusate, davvero, non so argomentare bene perché per me sono cose fuori dal mondo queste. Voglio dire, prima mi riempite la bacheca con tette di qua, tette di là, disegni di tette, video con le tette, domande sulle tette, ma poi se una ragazza vi fa il favore di mostrarle, allora no, che schifo le tette? La coerenza l'abbiamo lasciata a casa?

"Eh, ma loro rovinano il cosplay mostrando le tette" momento momento momento...eh? Non vedo da nessuna parte un manuale del perfetto cosplayer, ma se lo trovate, mi piacerebbe molto leggerlo per vedere da dove vengono queste assurde regole che continuate a propinare a tutti. Quello che ricordo io è che il cosplay è per tutti e basta divertirsi, cosa che voi non state assolutamente facendo visto che passate il tempo a puntare il dito contro gli altri, e non solo sulla questione troia si/troia no. Non capisco come un Togepi con gonna e reggiseno (eh già, prima o poi dovevo tirarla fuori) possa rovinare il cosplay. Vi ha fatto qualcosa personalmente? La sua comparsa ha distrutto i costumi delle altre persone tramite luce divina? Non credo, e allora perché continuare a parlarne settimane dopo che la fiera è finita? Se davvero quella ragazza è una che si è vestita così per ricevere attenzioni, beh, così le ha ottenute di brutto, complimenti!

Ma anche se voi siete dei puritani del cosplay e pensate che ci siano delle regole e che i newbie sono tutti stronzi che fanno cosplay per moda e stanno rovinando l'ambiente (e io credo più che siate voi a rovinarlo tbh), ma perché cazzo passate le vostre giornate a rompere i coglioni alla gente quando potreste fare tutt'altro? Tipo fare i vostri costumi ubercoperti bellissimi e così al di sopra di quelli delle "troie". Fra il resto, vi siete mai chiesti se quelle versioni in costume che tanto odiate perché "se le sono inventate per mostrare le tette" in realtà non siano vere? Ne ho sentite di tutti i colori contro delle Super Sonico in costume, quando io possiedo pure la figure dove è con quello stesso costume, e fare un giro per google immagini fuga ogni dubbio sul fatto che esistano millemila versioni di Super Sonico in costume. Poi comunque ripeto: a Rimini stare in costume e mettersi una parrucca non è un crimine ed è la cosa più intelligente che uno possa fare, davvero.

Ah, e in ogni caso, se il personaggio originale è nudo, questo non ti salva automaticamente dagli insulti. So di molte ragazze che hanno fatto il cosplay di questo o quel personaggio scoperto che sono state attaccate e prese in giro, e la cosa triste è che gli insulti si dividono in "sei troia" e "sei troppo brutta/bassa/grassa/magra per fare lei". Della serie: qualsiasi cosa tu faccia non va mai bene. Beh, sapete cosa? Fare cosplay non vuol dire essere dei pezzi di carne in mostra senza sentimenti o che si possono insultare solo perché sono in pubblico, le critiche costruttive sono molto diverse dalle "cagne" sparate a caso giusto per far vedere alla società di essere delle persone con una "morale". La maggior parte delle volte è fastidioso e basta.

E ora siamo alla conclusione: alla fine posso presentare tutte le argomentazioni del mondo, ma i deficienti che danno della cagna a destra e a manca ci saranno sempre, per cui io ho solo un ultimo consiglio: VIVI E LASCIA VIVERE, FATTI UN PACCO DI CAZZI TUOI. Nessuno vi obbliga ad insultare le altre persone, a meno che questa persona non vi abbia fatto un torto personale, e a quel punto il cosplay non c'entra niente. Scassare la minchia per il gusto di farlo è noioso e fa male alla pelle, sapevatelo.

such esempio
E vvb, ho messo anche un'immagine per annunciare al mondo che Kamui Senketsu è uno dei miei dream cosplay che non ho mai aggiunto alla lista per paura di quello che mi potrebbero dire...e che da adesso in poi proprio me ne sbatte la minchia, perché sticks and stones may break my bones but words will never hurt me.
Ah, un'ultima cosa: comunque fare versioni original scoperte è una forma di creatività (se la fai bene, ovvio), perché io sfido qualcuno a caso ad inventare il design che la Nigri ha fatto per le sue eevolution, e in ogni caso nessuno vi obbliga a guardare.
Peace and love guys, e smettetela di scassare pls.

giovedì 23 aprile 2015

#8 Porno

Raga.
RAGA.
Voi non avete idea di quanto attendessi questo fatidico momento di epifania. Questa storia è una delle migliori, credo sia in assoluto la cosa più imbarazzante e del cazzo che abbia mai detto nella mia vita, e ce ne vuole. Tenterò di raccontarla al meglio, sperando di rendere appieno la tragedia che si sta per creare. Enjoy.

Ero in corriera. Niente di strano fin qua, corriere e treni sono la mia seconda natura e ne prendo fin troppi nella vita, ma il punto era che non ero sola. E quando sono in un mezzo di trasporto in compagnia di qualcuno, al 90% succederà una catastrofe.
Ebbene, ero in corriera con questa mia amica, stavamo tornando da Trento e io le stavo raccontando un divertente aneddoto che avevo preso da internet.
Avete presente il famoso video HEYAHEYAHEYA di He-Man?


Questo qua sopra per intenderci. Insomma, ci hanno fatto una versione da 10 ore con solo il ritornello. Impressionante, no? Youtube è pieno di video di merda, amo tantissimo quel sito.
Stavo dicendo...c'è la versione da 10 ore, e qualcuno, nei commenti, ha avuto un'idea brillante: scaricare il video dandogli un nome ambiguo tipo "bambino di 9 anni in una gangbang" oppure "bambine seviziate in cantina" e cose pedopornografiche simili. Lo scopo è fare in modo che la polizia postale se ne accorga e sia costretta a guardare tutte e 10 le ore del video per vedere se c'è effettivamente pedopornografia. Uno scherzo giusto per rompere il cazzo alla gente, una cosa che io adoro e che mi riesce molto bene.
E niente, ho raccontato questa storiella pari pari alla mia amica, ovviamente senza abbassare la voce, perché chi mi conosce sa che più che parlare urlo e non ho una voce proprio delicata e femminile (forse anche per questo mi continuano a scambiare per un uomo?).
Alla fine del racconto detto a fin troppa alta voce, mi giro di scatto verso di lei improvvisamente impanicata e:
"Oddio, ma adesso chi non ha prestato attenzione al discorso penserà che ho dei porno di bambini sul computer!"

A questo punto, cosa potevo fare? Tenermi per me le mie pare e fare finta di niente lasciando che la gente in corriera credesse a ciò che voleva? Stare zitta? Ma figuratevi!
Per me stare zitta è praticamente impossibile, e se c'è un modo per rendermi ridicola e imbarazzare le persone che stanno con me in pubblico, io di sicuro lo trovo.
Per cui mi sono girata indietro, verso la corriera, dicendo ad alta voce:
"Non ho porno di bambini sul computer, giuro!"

La mia amica era già diventata di tutti i colori dell'arcobaleno e si era ritirata il più possibile sul suo sedile, cosa che avrei dovuto fare anch'io, e invece ho continuato:
"Porno gay si però"

La mia amica muore dentro, fuori e tutto intorno.
Qualcuno tenta una risata forzata.
Io mi rendo conto di ciò che ho detto.
Rido ma in realtà sto morendo dentro anche io.
Cala il sipario.

E niente, questa è la storia. La mia amica ancora la teme e ogni volta che la si nomina sta male dentro. A me fa ridere e basta, la mia demenza non ha proprio limiti.
E vvb, alla prossima gente simpy.

martedì 21 aprile 2015

#7 Particola

Buongiorno piccoli sgorbi.
Vi chiederete perché non ho più aggiornato. Beh, è semplice: da venerdì a lunedì sono stata a Torino, e quindi niente post. Oddio, in realtà lunedì sono tornata a casa, ma ho avuto lezione fino alle 20, come oggi fra il resto, e infatti sono tipo morta e scrivo una qualche storiella corta giusto perché sto facendo TROPPE pause.
Credo che d'ora in poi farò più entry che parlano di cose generali più che postare una storia imbarazzante, anche perché non ne ho per sempre haha (o forse no?).
Questa volta la cosa sarà corta.

Questa storia risale a qualche anno dopo che ebbi fatto la prima comunione, quindi quando avevo 10 anni o forse anche meno. Non sono mai stata religiosa, la prima comunione l'ho fatta perché ero troppo piccola per decidere, la cresima mi è stata imposta e da allora non ho mai più messo piede in una chiesa se non per interesse artistico/storico. Nonostante sia atea, c'è una cosa della religione che mi piace assai, ovvero la particola. Lo so, è solo farina e acqua, ma mi piace a tal punto che da piccola andavo a comprarmela al supermercato (quelle particole finte che si usano per il fondo dei biscotti) e me le mangiavo tutte.
Ma insomma...avevo 9-10 anni ed ero a Roma con la famiglia. E ovviamente, siamo entrati a San Pietro, perché che senso ha andare a Roma senza vedere la chiesa più famosa del mondo?
Mia mamma, grandissima religiosa, voleva a tutti i costi assistere alla messa e quindi ok, perfetto, andiamo a sta messa.
Io ovviamente non ascoltai un cavolo di ciò che si stava dicendo, ma mi misi in coda tutta felice al momento della particola perché WOW particola a San Pietro che buona.
Arrivato il mio turno il prete mi mette il benedetto dischetto in mano e io tutta felice chiudo la mano a pugno e me ne vado, per mangiarmela in santa pace al mio posto.
A quanto pare questa è una cosa che non si fa, perché il prete dopo si avvicinò a mia madre per chiederle se avevo davvero fatto al comunione e se sapevo le regole della Chiesa. Era rimasto parecchio scioccato, e mi guardò tutto il tempo con uno sguardo molto contrariato lol.

E va beh, questa storia non era imbarazzante quanto più abbastanza cretina, però trovo molto divertente l'idea di un prete indignato per una bambina che si porta via la particola.

Bene, addio gente, domani posterò di nuovo CE LA POSSO FARE.


giovedì 16 aprile 2015

#6 Nomi

...e vvb, nonostante il mio proposito di non procrastinare più, alla fine l'ho fatto alla grande ed è da non so quanti giorni che non posto. E per tutto il weekend anche non posterò niente perché sarò a Torino per il Torino Comics wohoo wow yeee. Vi prego non odiatemi per questo!

La storia di oggi è abbastanza corta, ma non per questo meno imbarazzante.
L'anno scorso frequentavo design and art a Bolzano, e per mia grande gioia, vivevo da sola in convitto con una mia amica e compagna di corso.
Lasciatevelo dire, vivere da soli da universitari è UNA FIGATA. Con mio grande rammarico ho lasciato design perché non era assolutamente fatto per me, ma ancora adesso ricordo con un sorriso malinconico sulle labbra le serate passate a bere e a stare in giro tutta la notte senza preoccuparsi dell'ora o lo stato in cui si arrivava in casa, e poi, cavolo, vivere in centro è bellissimo! Come avevo accennato in una delle prime storie, io devo cambiare due volte i trasporti per raggiungere la città da casa mia, per un totale di 45 minuti di viaggio (senza contare i 10-15 minuti in cui aspetto la coincidenza), e per vivere in centro era la cosa più bella che potesse succedere. Avevo lezione alle 8? Bene, mi svegliavo alle 7.45 e non alle 6.20 per prendere una stupida corriera che ci metteva tre anni a portarmi in università. E poi potevo stare in giro quanto volevo, senza supplicare qualcuno per darmi un passaggio per riportarmi a casa. Si, insomma, era bellissimo.

Una seraio, la mia coinquilina e altri amici eravamo nel nostro mini "appartamento" composto da due stanze, un bagno e un atrio. In realtà le serate pazze con noi erano rare, di solito preferivamo starcene in bar a bere qualcosa o, come quella volta, stare seduti per terra nella nostra stanza a bere the e sparare cazzate.
Ad un certo punto, la mia coinquilina se ne esce con "Quali sono secondo voi i nomi più brutti in assoluto?"
E bon, via, una sfilza di nomi osceni che spaziavano da Sigismunda a Quasimodo. Ma no, dovevamo scegliere nomi più normali, ma brutti.

"Ma sapete qual è un nome davvero brutto? Eugenio. Cazzo che schifo"
Le mie parole famose.
La mia coinquilina mi guarda, occhi sgranati, e poi scoppia a ridere:
"Mio fratello si chiama Eugenio!"

E vabbeh, almeno ho fatto una figura di merda con una persona che mi conosceva, ma cazzo, CHE FIGURA DI MERDA LO STESSO.
Ecco. That's it.
Alla prossima bitches, sperando che non sia troppo tardi!

giovedì 9 aprile 2015

#5 Disabili

Siccome ho saltato due giorni, oggi vi racconterò la mia storia più succulenta, che ha suscitato risa e senso di patetica pietà in tutti quelli a cui l'ho raccontata. Questa volta non sono stata io a fare la figura di merda, ma sono stata una "vittima", anche se sarebbe meglio il termine "spettatrice non volontaria di uno dei tantrum più ridicoli del mondo". Se fossi una persona con un minimo di sensibilità forse non racconterei una cosa simile per non smerdare gli altri, ma giuro che merita di essere raccontata, e comunque ormai tutti sanno, per cui fottesega.

L'estate scorsa ho cambiato università, andando da Bolzano, dove facevo design (tenetelo a mente perché sarà molto importante dopo) a Trento. A Trento ho conosciuto poche persone, vuoi un po' perché inizialmente sono estremamente timida e vuoi anche perché, nella mia facoltà, non ho ancora trovato persone degne. Una di queste persone che avevo conosciuto, mi era stata antipatica a pelle. Ogni cosa che diceva mi procurava un'orticaria terribile e una voglia di mollarle un ceffone folle. Nonostante fosse del '94 come me, si comportava come una ragazzina di 10 anni, una bimbametallo* "satanista" e sessista convinta che tutto il mondo girasse intorno a lei e che solo lei nel mondo potesse avere ragione.
Alcune sue perle comprendono:
1. Un giorno dissi che Il Partigiano Johnny mi faceva schifo e non sopportavo il suo stile. Risposta: "Non puoi dire che un libro fa schifo se non piace a te! Se ha fan ed è famoso è per forza bello" (immaginatevi una tizia molto incazzata e dall'aria saccente mentre lo dice), per poi dire il giorno dopo che lei odia Joyce. Coerenza.
2. "Se ci si separa i figli devono andare con la madre, gli uomini non sono fatti per fare i genitori"
3. Dopo un discorso sul fatto che uomini e donne sono fondamentalmente diversi e che gli uomini sono fatti per fare sforzi fisici e pensieri critici, e le donne sono per il multitasking e la creatività, io le dissi che io non ero multitasking per niente, per provarle che aveva torto. Risposta? "Non sei multitasking perché sei una zappa ignorante"
4. In generale mi ha dato della zappa ignorante, della stupida, della cretina mille volte solo perché studiavo meno di lei. E andava in giro dicendo che le donne sono naturalmente più intelligenti degli uomini. Again: coerenza?

Ma lasciamo perdere queste quisquilie, che poi sembra che sto infierendo (si, lo sto facendo, e sinceramente non me ne pento nemmeno), e andiamo dritti alla mirabolante storiella.
Era una mattina normale di non so quale giorno, eravamo a lezione ed ero vicina ad un mio compagno, che stava prendendo appunti sul computer IN COMIC SANS. Ripeto: IN COMIC SANS. Ora, all'inizio ho detto di tenere a mente che ho fatto un anno di design...ecco, ora serve. Io lo guardai con un disgusto che solo un designer amante dei typeface può avere e gli dissi: "Non dovresti usare il comic sans per gli appunti universitari, lo sai che è stato inventato per i bambini disabili?"
Ora, forse è colpa mia che non ho formulato bene la frase, diciamo che la mia intenzione era più o meno questa: è un font rotondo e giocoso fatto apposta per bambini con problemi nella lettura e quindi non dovrebbe essere usato per cose importanti o per gli adulti. (NB: ho scoperto più avanti di aver sbagliato e il comic sans è stato creato per i bambini dislessici, ma viene usato anche con i disabili...questo non c'entra però).
Lui esordì con un "Mi stai dando del disabile?!?" che trovo molto offensivo, eppure, la nostra amica bimbametal, invece che prendersela con lui, si girò come una furia verso di me, trapanandomi l'anima con i suoi occhi da panda infuocati:
"MA SEI RAZZISTA VERSO I DISABILI?"

...sbigottimento più totale

Cosa cazzo c'entrava nella questione? Io avevo dato un mero fatto, niente di più: il comic sans era usato per i bambini con problemi di lettura (dislessici, disabili, autistici ecc.), non avevo dato un giudizio personale verso i diversamente abili e non avevo detto che volevo dargli fuoco. Eppure sembrava che fosse questo il messaggio arrivato alle sue orecchie che percepivano solo ciò che desiderava lei.
Ma io ero troppo naive per capire che questa pazza era seria quando mi aveva chiesto questa follia di domanda, e non capivo che la risposta avrebbe dettato vita o morte, quindi feci il gravissimo errore di rispondere ironicamente:
"Certo, li odio tutti!"
E purtroppo non potete sentire il mio tono di voce dallo scritto, ma vi assicuro che era decisamente ironico e, anche se fossi davvero seria, come fa una persona a credere davvero ad una cosa simile? Nessuno sano di mente direbbe una cosa così politically scorrect ad una semi sconosciuta, fra il resto pazza.
Eppure questa tipa non conosceva il senso di ironia evidentemente, perché iniziò ad insultarmi come se non ci fosse un domani, senza nemmeno darmi il tempo di dirle che stavo scherzando.
Non che mi importasse ciò che pensava di me, comunque, e anzi, sentirla urlare cose come "troia, figlia di puttana, stronza schifosa" ecc. in mezzo alla lezione appena iniziata, era particolarmente divertente, quindi ignorai completamente.

Già qui la cosa potrebbe finire con un grande *badum tss* e sarebbe già di un patetico/divertente da solo, ma c'è la seconda parte.
Dopo pranzo, avevamo un'altra lezione, e stavo parlando con il mio compagno del comic sans (che a quanto pare concordava con me dicendo che la tizia è folle, ma ci era e ci è comunque amico, quindi boh), per cui lo seguì fino a quando lui non si fermò di fronte alla pazza, lei si alzò per farlo sedere e io, beh, non avevo nessuna intenzione di sedermi accanto a lei, per cui feci per andarmene ma qui avvenne una scena che ancora adesso mi suscita perplessità mista a risa incontrollate.
Lei mi guarda e fa: "Non puoi sederti vicino a me, sono razzista verso i tuoi capelli"
OMMIODDIO
BUUUUURN
Non potrò mai più guardarmi allo specchio dopo questo, aiutoooo!
Ma le offesone non erano finite qui! Perché ci fu anche una cosa come: "Non capisco come faccia tua mamma a lasciarti uscire con capelli del genere" (tipo che a 20 anni ho bisogno del permesso di mia mamma per tingermi i capelli???) e quando le feci notare che si stava comportando come una bambina di 10 anni e che se voleva parlarne io ero disposta a chiarire, ma in modo civile, lei mi rispose con un dignitosissimo: "Tanto sono comunque meglio di te!"
Non credo di aver mai riso così tanto dopo questo episodio, giusto. Lì sul momento le risi in faccia e lasciai perdere, fregandomene totalmente se lei pensasse o meno che odio davvero i disabili, perché con persone così stupide non si può ragionare. Ed è vero che io ho un temperamento molto aggressivo e mi infastidiscono molte cose, ma questo...questo no raga.
Io spero che state ridendo come me mentre lo scrivo (ho più un ghigno scemo stampato in faccia) perché io nclpf.
"Tanto sono comunque meglio di te!"
Mi spacco.

E niente, questa era la divertente storia di come "io odio i disabili" sia diventato un inside joke fra me e i miei amici che viene spesso usato anche in pubblico, magari facendo credere a qualche persone che io davvero ce l'ho con i diversamente abili *sob*.
Ah, fra il resto avevo fatto dei meme sulla sua adorabile persona, che avevo pubblicato su facebook per poi cancellare dopo un po' perché mi sembrava di essere stata troppo cattiva (e ora ci scrivo una entry su un blog pubblico, ops).
Lascio però un meme di una delle sue mirabolanti citazioni che non ho ancora nominato, come finale:


Bye bitches, alla prossima! E ricordate di non nominare mai il comic sans di fronte a persona con problemi seri (altro che disabili!)

*bimbametallo = quelle metallare rimaste ai 15 anni, con capelli a tendina neri, trucco nero da panda, corsetti neri, guanti con le punte tagliate neri, magliette di band nere che probabilmente non ascolta davvero e, in generale, una sovrabbondanza di nero, piercing e accessori di metallo che farebbero impallidire il vuoto cosmico (?)


mercoledì 8 aprile 2015

Hiatus? More like procrastination

Non ho postato una divertente storia in due giorni. E no, non sono morta.
Volevo farlo oggi, ma sono stata tutto il giorno in biblioteca a studiare (WOOOWWOOOOO HOHOHOOOOOOO *vuvuzela sound* *clapping*), cosa più unica che rara, e poi ho cazzeggiato SENZA SENSI DI COLPA fino ad adesso e ho pensato "ma si, potrei scrivere una storiella corta e simpatica", ma mi da fastidio descrivere in poche righe le mie mirabolanti avventure, soprattutto perché ho delle vere chicche in serbo e mi dispiacerebbe sprecarle così.

E quindi niente, a che cazzo serve sto post?
Visto che oggi ho studiato, voglio parlare brevemente di un problema che affligge milioni di persone al mondo e, soprattutto, me: la procrastinazione.
Non ho ancora trovato un rimedio definitivo a questa piaga, anche se la lettura di questo articolo: http://waitbutwhy.com/2013/10/why-procrastinators-procrastinate.html è stato veramente utile e, per almeno un paio di giornate, è servito davvero, se non per tornare poi nella mia condizione di prima.
La procrastinazione che c'è in me è folle e potente. Non si parla di procrastinare roba che odio fare, come ad esempio lo studio o dover pulire il bagno, quello è il minimo, io riesco a ritardare persino le cose che adoro! Per esempio, non ho scritto nuove entry per due giorni, oppure procrastino sulle mie serie tv preferite (e infatti devo ancora iniziare la seconda stagione di Twin Peaks nonostante abbia finito la prima da mesi tipo), sui libri da leggere e sui cosplay da fare...su tutte quelle che cose che mi piacciono, ma che in qualche ASSURDO modo riesco comunque a far passare in secondo piano. E per cosa? Per fare letteralmente niente davanti al pc. Refreshare mille volte la home, leggere articoli assurdi, girare nella parte più oscura di youtube e altre minchiate.
Per fortuna sto riprendendo pian piano il controllo della mia vita (e infatti oggi ho studiato wooo!), però fino a qualche tempo fa questo per me era un problema serio, più che altro derivato dal periodo di depressione nera in cui ero.

Va beh, purtroppo non ho una soluzione alla procrastinazione, diciamo che io per combatterla mi do delle precise scadenze e delle scalette. Per esempio con questo blog mi sono data un tema e mi sono imposta di scrivere una volta al giorno (e ho già fallito sob), oppure mi sono data ad una reading challenge (http://iamkimsherd.blogfree.net/?t=5107080) per riprendere a leggere sistematicamente, e mi sto dando anche degli orari precisi per lo studio. Spero che funzioni, perché sono parecchio stufa di fare la ameba!

E vvb, domani vi do una nuova entry, giuro!

domenica 5 aprile 2015

#4 costruire alberi

Buona giornata del ritorno di Gesoo amici!
Questa entry sarà più corta delle altre perché è tardi, sono stanca, ho fame, e boh, non ho voglia e basta.

Questa storia si svolge due anni fa, durante una festa tipica trentina dove tutti i ragazzi baccani (vi ricordate la definizione, no?) delle valli sperdute si riuniscono per dare sfogo al loro amore per il vino e per la baccaneria in generale. Tale festa si chiama "festa dell'uva" e si svolge, ovviamente, in un posto inculato su per una valle. Oddio, in realtà non è così inculato come potrebbero esserlo altri paesini trentini di cui manco so l'esistenza. L'estate scorsa ho scoperto che in Trentino ci sono valli che non avevo mai sentito nominare. The more you know!

In ogni caso, eravamo a questa festa, io avevo fatto l'errore di vestirmi tutta da fighetta e truccarmi. Cioè, non mi trucco mai nella mia misera vita e vado a farlo nell'unico posto dove ti senti fuori luogo anche solo ad essere pulito. Va beh.
Ero salita con alcuni amici e pensavamo di tornare indietro con l'autobus gratis che riportava tutti a Trento. Questa in realtà potrebbe essere una storia divertente a parte, visto che l'ultimo autobus era troppo pieno e molte persone, fra cui noi, sono rimaste a piedi, e abbiamo deciso di tornare a casa a piedi nonostante fossero ore e ore di cammino che comprendevano scavalcare una montagna. Per fortuna il padre di una nostra amica ha avuto pietà di noi ed è venuto a prenderci, se no saremmo morti in montagna di sicuro.

Ma questo non c'entra. Parlavo della festa. E del fatto che, ad un certo punto, i miei amici fossero spariti in luoghi ignoti per lasciarmi sola gente che in quel momento conoscevo davvero poco. Devo aver fatto veramente una figura di merda, ma sono rimasti miei amici quindi penso che abbiano chiuso un occhio?

La festa dell'uva viene chiamata così perché ovviamente scorre vino a fiumi. Uno dei tizi con cui ero rimasta si era preso delle bottiglie di vino che vendevano là, roba molto economica (e anche scadente, credo). Io, totalmente refrattaria alle sue proteste, iniziai a bere TUTTA la cazzo di bottiglia, persino scappando per non farmela portare via manco fosse mia. E ricordo che era la prima volta che vedevo sta gente, se non la seconda. Ho dei problemi, si.
Inutile dire che ad un certo punto ero ubriaca come poche persone al mondo e stavo iniziando a sparare cazzate immense. Non ricordo esattamente cosa stavo dicendo, credo che mi stessi lamentando delle multinazionali e del McDonald's e dei fast food e dell'alimentazione scorretta. In realtà erano discorsi profondi, ma detti con il tipico biascicamento da ubriaca e frasi sconnesse non facevano altro che far ridere.
(Fra il resto ogni volta che sono ubriaca mi metto a parlare di ecologia e simili...boh)

Poi arrivò il fatidico scambio di battute che divenne famoso e che ancora oggi mi smenano (come un po' tutto in realtà *sobs*)
Io chiesi al proprietario della bottiglia di vino cosa stava studiando.
Risposta: "Ingegneria ambientale"
I miei occhi si illuminarono, e con un'aria saccente da persona che aveva capito tutto (tipica convinzione di chi ha bevuto troppo), risposi: "Quindi costruisci gli alberi!"
E giuro che io ero convinta di ciò che aveva appena detto che rimasi perplessa di fronte allo scoppio di risa di tutti. Ma ero troppo ubriaca per prendermela.

P.S Tempo fa l'amico con la bottiglia mi ha confessato che per un sacco di tempo mi ha odiata per avergli rubato tutto il vino
P.P.S alla fine non è stata una storia corta, chiedo perdono

sabato 4 aprile 2015

#3 Froci

Questa è una raccolta di tre storie simpatiche che hanno tutte lo stesso finale e lo stesso tema. E per una volta io sono la vittima! Infatti non sono state per niente simpatiche come storie. Insomma, è stato abbastanza umiliante, ma lo racconto sempre ridendo perché, oggettivamente, è divertente.

E andiamo con la prima!
Questa è la storia imbarazzante più antica, successa quando avevo 15 anni e avevo ancora i capelli lunghi e boccolosi. Stavo malissimo con quei capelli madonna santa raga.
Ero seduta ai piedi della fontana della Piazza Duomo di Trento, una grande fontana di Nettuno dove tutte le scolaresche sono solite fermarsi per fare foto e per riposarsi sedendosi sui gradoni.
Stavo messaggiando con qualcuno, e fra un messaggio e l'altro, notavo che c'erano due ragazzini più piccoli di me che mi fissavano in lontananza. Li ignorai e continuai a fare le mie cose, ma ogni volta che alzavo lo sguardo loro erano sempre lì a fissarmi e sempre più vicini.
Alla fine arrivarono a qualche metro da me e uno dei due, osservandomi bene, fece all'altro: "Te l'avevo detto che era una donna!"
Già...grazie, bimbi del mio cuore. Non solo quella era una dei rari periodi della mia vita in cui avevo i capelli lunghi, ma poi...beh, si, andiamo avanti va.

Sono a scuola, quarta superiore. In quarta abbia cambiato sede e stavamo in un posto con quattro piani di scale strette e, per questo, sempre affollate. Io e la mia migliore amica stavamo correndo di sotto per la merenda, perché noi poveri sfigati eravamo all'ultimo piano e la signora con i panini e le cose buone del panificio stava al piano terra. Sucks to be us. Non ricordo esattamente com'ero vestita quel giorno, e questo è un gran peccato perché l'abbigliamento è importante in questa seconda breve storia. Mi pare che avessi una giacchetta grigia con dei ricami e dei bottoni poco maschili. In ogni caso, stavamo scendendo dalle scale, mentre altra gente saliva. E in quel momento ho sentito distintamente un "Ma che frocio!" diretto a me. La mia amica urlò di rimando "Ma è una donna!", solo che ormai il danno era fatto: era la seconda volta che mi scambiavano per un uomo nell'arco di qualche anno. Sucks to be me.

La terza volta in cui mi scambiarono per un uomo successe l'anno scorso: stavo girando per Trento mano nella mano con il mio ex, che non penso possa essere scambiato per donna nonostante lui insistette per questa versione per farmi stare meglio.
Camminavamo lungo il marciapiede, e una macchina passò accanto a noi. La macchina rallentò fino ad arrivare alla nostra altezza, e l'autista abbassò il finestrino per urlare un molto poco fine e molto romanesco: "A' FROCIIIII!" per poi sgommare via.
Il mio ex tentò di convincermi che avevano scambiato lui per donna e che quindi ci avevano preso per lesbiche, ma ne dubito fortemente.

E niente, questo è il motivo per cui sto tentando di diventare più femminile (come c'era scritto nel meme della precedente entry), anche se con scarsi risultati. Mi hanno scambiato per uomo anche con i capelli lunghi, quindi a sto punto penso non ci sia speranza per me, tanto vale abbracciare la mia identità di uomo gay <3

venerdì 3 aprile 2015

#2 Sifilide

Mi sono resa conto che più della metà delle mie figure di merda si svolgono in treno, in corriera o in stazione. Sarà perché ci passo sopra un tempo considerevole della mia vita, vivendo in un paesino minuscolo (200 abitanti) che sta vicino ad una cittadina che sta vicino alla città (se Trento può considerarsi città, visto che è comunque più piccola e noiosa della maggior parte delle vere città) devo spesso prendere sia autobus che treno per andare e per tornare. Allegria.

Questa è una cosa successa recentemente in autobus, la settimana scorsa se non sbaglio. Ho una memoria un po' di merda, quindi non so mai esattamente le date o il periodo delle mie cazzate, perdonatemi.
Insomma, ero in autobus, e stavo parlando con il mio ragazzo del più e del meno...dico "del più e del meno" perché non ho idea di che cosa stessimo parlando davvero e del perché il discorso è degenerato a tal punto.
Ad un certo punto abbiamo iniziato a parlare di malattie veneree. Che non è un argomento felice se si è in coppia, ma io non ho problemi a dire certe menate in allegria e amicizia...l'importante è non averle davvero, no?

Insomma, si parlava di malattie veneree...e dovete sapere che io non ho una vocina carina e dolce da ragazzina caruccia, no. Io una voce da persona che sta cambiando sesso, quel tipo di voce che non è da donna ma neanche completamente da uomo, ce l'ho rasposa (perché ho le corde vocali rovinate, wohoo) da persona che fuma da troppo tempo e, in generale, urlo. Urlo tantissimo, parla a voce alta e manco me ne rendo conto (è per questo che mi si sono rovinate le corde vocali). Ultimamente sono migliorata, ho imparato persino a sussurrare, ma è difficile cancellare in un botto le vecchie abitudini, per cui immaginatevi una tizia in autobus che parla ad alta voce di gonorrea, candida e AIDS, metteteci dentro anche espressioni allucinanti e gesticolazioni molto veementi e avrete un'immagine accurata della mia persona.
Si, sono un camionista pazzo.

Ma torniamo a noi. Continuavo a parlare di malattie sessualmente trasmissibili, premunendomi però di avere un tono di voce normale, ridendo come una foca ritardata per non so quale motivo, mentre il mio ragazzo tentava di essere serio dicendo "non ridere, che potresti benissimo avere davvero l'AIDS" (ammetto che mi ha spaventata moltissimo, per poi ricordarmi che lui dona il sangue e quindi figurati se non fanno sti controlli uff).
E a quel punto arriva la fatidica frase: "No, ma pensa se avessi la sifilide! Si potrebbe spiegare lo stato disagiato del mio cervello!"

Questa frase la urlai per davvero, quindi se anche prima nessuno aveva sentito niente dei miei deliri, ora di sicuro sapeva.
Ci fu un attimo di silenzio e poi esclamai:
"Oddio ora tutti penseranno che ho la sifilide!"
E dagli sguardi degli altri passeggeri, penso che lo pensassero davvero.

un bellissimo meme che mi ha fatto il mio bf

E vvb, questa storia è più corta di quella di ieri è anche meno imbarazzante, almeno per me, di sicuro per il mio boyfriend è stato particolarmente orribile visto che si vergogna di dimostrare "certe cose" in pubblico hehe.
Stay tuned per un'altra storia del cazzo domani!

giovedì 2 aprile 2015

#1 I boxer con il tucano

Questa storia inizia con una compagna di classe accondiscendente e un compagno di classe con poca pazienza. E con me.
Dovete sapere che nella mia bellissima classe del liceo vigeva una sorta di sopportazione comune, di "ma si, ti voglio bene finché non mi rompi le palle", gli elementi noiosi ovviamente c'erano, ma nel generale eravamo un gruppo affiatato di demoni travestiti da adolescenti le cui attività preferite includevano far incazzare la prof di matematica fino al punto da farla uscire dalla classe e chiedere continuamente alla prof di francese come si dicesse "sempre" e vederla sclerare.
Insomma, non eravamo una classe molto trattabile, ma questo lo capirete meglio più avanti. Per ora basta sapere che la maggior parte di noi erano amici e che ancora adesso ci parliamo e usciamo per le pizze di classe.

Un luminoso giorno di primavera (credo, non ricordo assolutamente il periodo esatto), il mio compagno di classe impaziente e sassy ogni oltre limite stava parlando dei suoi stravaganti boxer con su le stampe e fantasie più strane e divertenti. In quel fatidico momento, vennero nominato i boxer con su il tucano, un elemento che sarebbe rimasto nella memoria di molti miei amici.
L'attenzione si spostò dunque sui famosi boxer, e qui entrò in scena la mia compagna di classe sopra citata, un po' grezza e baccana* ma decisamente vivace. Io e lei ascoltavamo rapite la descrizione di questi boxer e pendevamo dalle labbra del nostro compagno di classe.

La mia compagna fu più veloce di me, e chiese all'altro di regalarle questi boxer. Non chiedetemi perché l'abbia fatto, non è questo il punto. Anche perché il nostro simpatico amico acconsentì e il giorno dopo tornò a scuola con i boxer nella cartella. Non sappiamo nemmeno se li abbia lavati prima di consegnarli, ma confidiamo nel suo buon senso.

E quindi la nostra compagna aveva i suoi magnifici boxer. Ma la storia non è finita, ovviamente.
Ci sono sempre io, ricordate? E niente, siccome sono una scassaballe per eccellenza e bene o male ottengo sempre ciò che voglio, ho deciso che quei boxer dovevano essere miei, e ho rotto le scatole alla mia compagna finché non sono passati a me, nonostante l'originario proprietario non fosse d'accordo. Alla fine hanno deciso di lasciarmeli perché rompevo troppo i coglioni...una cosa che succede spesso, in realtà.

E qui si arriva alla vera figura di merda, che più che imbarazzare me, ha imbarazzato i miei poveri amici che ho incontrato in stazione.
Leggendo queste entry ridicole (e scritte come se fossero serie), noterete che niente di ciò che dico o faccio in realtà mi tocca, di solito sono gli altri a vivere un momento di imbarazzo folle, mentre io me la rido sotto i baffi SAPENDO di aver appena fatto una cazzata colossale. E poi mi lamento che ho pochi amici.
In ogni caso, il giorno dopo non sono riuscita a resistere alla tentazione di mettermi i boxer con il tucano (dopo aver controllato che fossero puliti, non si sa mai) e mentre ero in stazione per aspettare il treno che mi avrebbe riportato a caso, ho incontrato degli amici. Amici che non nominerò, ma che sono stati gli spettatori della maggior parte delle mie stronzate...pace all'anima e alla pazienza loro.
Tutta felice ho saltellato verso di loro, salutandoli da lontano. Erano seduti su una panchina, ignari di ciò che stava per succedere, e mi salutavano a loro volta sorridendo.
Arrivata vicino a loro e senza neanche salutarli, urlai:
"GUARDATE I MIEI BOXER CON IL TUCANO"
E mi abbassai i pantaloni in mezzo alla stazione, mostrando a quegli occhi sbarrati e a tutti quelli che passavano di lì il bottino del giorno prima. Io sorridevo felice e orgogliosa dei miei boxer, mentre tutti invece erano a metà fra l'inorridito e il divertito.
Onestamente, al momento non ricordo se qualcuno di loro abbia riso, forse si, ma sicuramente dopo avermi intimato di rivestirmi subito e smetterla di dare spettacolo. Anche questa è una cosa che mi dicono spesso.

E niente, questa è la storia dei boxer con il tucano e di come tutti in stazione a Trento abbiano visto l'enorme tucano disegnato sul davanti dei suddetti boxer.
Me la smenano ancora per questa storia, ci credete? Chissà perché poi!

*baccana significa montanara, malgara in trentino

mercoledì 1 aprile 2015

#0 intro

Non credo mi convenga partire direttamente in quarta descrivendo le mie preziose storie imbarazzanti che probabilmente dovrei nascondere nel più oscuro antro della mia mente invece che postarle in un luogo dove tutti possono leggere...quindi inizio con una piccola e alquanto noiosa intro.
Ciao, mi chiamo Sara ed è da 1 giorno che non bevo.
No, ho sbagliato.

Dunque, ho deciso di aprire un blog dopo aver visto che molti lo hanno e che sembra una cosa divertente. Mi è sempre piaciuto scrivere, ma essendo io la regina indiscussa della procrastinazione (procrastino persino le cose che amo, appunto), non riesco mai a mettermici in modo decente, per cui ho pensato che, MAGARI, con un blog potevo essere un po' più costante.
(Vedremo)

Ma di cosa parlerò esattamente qui? Inizialmente ero partita con l'idea di "tutto e di più!", "cazzi e mazzi!", "roba random!", ma poi ho accennato dei boxer con il tucano a Morris e tipo BOOM, illuminazione divina, posso raccontare delle millemila figure di merda, situazioni imbarazzanti ed episodi orripilanti che mi sono successi nella vita. E con "successi", intendo che li ho causati io, spesso nell'orrore dei miei amici presenti.

Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente intenzionale e assolutamente veritiero.

Bye bitches

P.S Probabilmente scriverò anche robe random, perché sono scostante come poche persone al mondo C: